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Glossario

18 termini di eye tracking, neuromarketing e comportamento d'acquisto online, spiegati in linguaggio chiaro.

Voci del glossario

Abbandono del carrello

Il momento in cui un utente inserisce uno o più prodotti nel carrello di un e-commerce ma esce dal sito senza completare l'acquisto.

È uno dei problemi più diffusi nel commercio digitale e nella maggior parte dei casi non dipende da un guasto tecnico, ma da un ostacolo percepito nel percorso — un costo non previsto, un dubbio non risolto, un passaggio poco chiaro.

Analisi comportamentale

L'osservazione sistematica di come le persone interagiscono realmente con un sito, un prodotto o un annuncio, distinta dalle interviste o dai sondaggi in cui l'utente racconta cosa pensa di fare.

Si basa su dati oggettivi — sguardo, tempo, movimento — piuttosto che su opinioni dichiarate, spesso diverse dal comportamento effettivo.

Bias cognitivo

Una scorciatoia mentale automatica che influenza le decisioni senza che la persona se ne accorga, spesso portando a scelte non del tutto razionali.

Nel comportamento d'acquisto, i bias cognitivi spiegano perché due percorsi apparentemente equivalenti su carta possano generare risultati di conversione molto diversi nella realtà.

Costi nascosti nel checkout

Spese aggiuntive — spedizione, commissioni, tasse — che compaiono solo negli ultimi passaggi dell'acquisto, dopo che l'utente ha già costruito un'aspettativa di prezzo.

È una delle cause più frequenti di abbandono del carrello, perché genera una sensazione di sorpresa negativa proprio nel momento decisivo.

Eye tracker

Il dispositivo, spesso basato su sensori a infrarossi o telecamere ad alta precisione, che rileva la posizione e il movimento degli occhi di una persona mentre osserva uno schermo, un'immagine o un ambiente reale.

È lo strumento fisico che rende possibile l'eye tracking come tecnica di analisi.

Eye tracking

La tecnica che misura dove si posa lo sguardo di una persona, per quanto tempo e in quale sequenza, mentre osserva una pagina web, un annuncio o un prodotto.

Non dice perché una persona guarda in un certo punto, ma fornisce i dati oggettivi su cui costruire quell'interpretazione.

Facial coding

Una tecnica che analizza le microespressioni del volto per rilevare reazioni emotive spontanee — sorpresa, dubbio, interesse — spesso troppo rapide per essere notate a occhio nudo o riferite consapevolmente dalla persona osservata.

Viene spesso usata insieme all'eye tracking per capire non solo dove guarda un utente, ma come si sente in quel momento.

Fissazione oculare

Un breve intervallo di tempo, tipicamente tra 100 e 300 millisecondi, in cui l'occhio resta relativamente fermo su un punto specifico per elaborarne il contenuto.

Il numero e la durata delle fissazioni su un elemento indicano quanta attenzione cognitiva quell'elemento ha effettivamente ricevuto.

Frizione cognitiva

Il piccolo sforzo mentale che un utente deve compiere per capire, decidere o proseguire in un percorso d'acquisto — un testo ambiguo, un pulsante poco chiaro, un'informazione mancante nel momento in cui serve.

Non è un errore di design evidente, ma un ostacolo sottile che aumenta la probabilità di abbandono senza che l'utente stesso ne comprenda del tutto il motivo.

Heatmap (mappa di calore)

Una rappresentazione visiva che sovrappone colori — tipicamente dal blu al rosso, in ordine crescente di intensità — a un'immagine o una pagina, per mostrare dove si è concentrata maggiormente l'attenzione visiva delle persone osservate.

È uno degli output più immediati dell'eye tracking, ma la sua lettura corretta richiede di capire anche il contesto, non solo il colore.

Neuromarketing

La disciplina che applica metodi delle neuroscienze e della psicologia cognitiva allo studio del comportamento dei consumatori, per comprendere i processi — spesso non consapevoli — che influenzano attenzione, percezione e decisione d'acquisto.

Integra strumenti come l'eye tracking con l'interpretazione dei dati raccolti.

Percorso visivo (scanpath)

La sequenza ordinata dei punti osservati da un utente durante l'esplorazione di una pagina o un'immagine, ricostruita collegando le fissazioni successive nel tempo.

Mostra non solo dove si è guardato, ma anche l'ordine e i collegamenti tra le diverse aree di attenzione.

Saccade

Il movimento rapido e quasi istantaneo con cui l'occhio si sposta da un punto di fissazione al successivo.

Durante una saccade l'occhio non elabora informazioni visive utili: è il tempo tra un salto e l'altro, misurato insieme alle fissazioni, a comporre il quadro completo dell'attenzione visiva.

Tasso di abbandono carrello

La percentuale di sessioni in cui un utente aggiunge almeno un prodotto al carrello ma non conclude l'acquisto, calcolata sul totale dei carrelli creati in un determinato periodo.

È una delle metriche più monitorate nell'e-commerce, perché quantifica direttamente il valore di vendite potenzialmente perse.

Tempo alla prima fissazione (TTFF)

Il tempo che intercorre tra la comparsa di uno stimolo — una pagina, un banner, un prodotto — e il primo momento in cui l'occhio dell'utente si ferma su un elemento specifico all'interno di esso.

È una misura diretta di quanto rapidamente un elemento riesce a catturare l'attenzione rispetto agli altri presenti nella stessa schermata.

Test di usabilità (usability test)

Una sessione in cui utenti reali provano a completare compiti concreti su un sito o un prodotto, mentre un osservatore rileva dove incontrano difficoltà, esitazioni o errori.

A differenza dell'eye tracking, si concentra sull'intero comportamento d'uso, non solo sullo sguardo.

Test utente (user test)

Un termine più generale che comprende qualsiasi sessione in cui persone reali interagiscono con un prodotto o un servizio sotto osservazione, con l'obiettivo di raccogliere dati concreti sul loro comportamento.

L'eye tracking e i test di usabilità sono due tecniche specifiche che rientrano in questa categoria più ampia.

User experience (UX)

L'insieme delle percezioni e delle reazioni di una persona nell'interagire con un sito, un'app o un prodotto, che comprende facilità d'uso, chiarezza, fiducia e soddisfazione complessiva.

È il risultato finale che tecniche come l'eye tracking e i test di usabilità aiutano a misurare e migliorare in modo concreto.